Non sono un critico cinematografico, ma mi piace il cinema e mi piace catalogare i film che vedo in due gruppi: i film belli (di cui consiglio la visione) e quelli brutti (esci dal cinema e pensi: ho buttato 10 euro). “I am legend” è un film che sfugge ad una facile catalogazione. In rete i commenti sono abbastanza omogenei: ben costruito nella prima metà, il film sfugge di mano al regista nella seconda e compromette il giudizio complessivo.
Matteo Servili di latelanera scrive:
La parte “buona” del film si concentra tutta nella sua prima metà, quella completamente dedicata al solitario personaggio interpretato da Smith, lo scenziato Robert Neville, e al suo rapporto con il suo cane Sam (unico suo compagno di vita), con la città deserta, con il peso del passato, con le sue ricerche incessanti per una cura che riporti l’umanità alla vita, e con “gli infettati” che attendono nascosti nelle ombre di potersi cibare della sua carne.
La parte “cattiva” sta tutta nella seconda metà, quando il regista Lawrence si dimostra incapace di manterere il tono e l’intensità usata nei primi 50 minuti. Quando il film accelera il passo per trascinare “a forza” lo spettatore verso il climax finale. Quando “gli infetti” si mostrano in tutta la loro scadente, impalpabile e non-impressionante grafica CGI. Quando la pellicola si trasforma da horror psicologico che terrorizza a sparatutto hollywoodiano che prova (fallendo) a spaventare.
E voi che cosa fareste se foste gli ultimi uomini sulla terra?
(ovviamente il protagonista usa tutta roba Apple.. beato lui!)

